Di Gaetano Di Pino arrivano subito le mani: la stretta con cui accoglie i visitatori nella sua azienda, che poi è anche casa sua, è vigorosa e sicura, nodosa come i tronchi degli alberi che hanno visto tante estati e inverni e li sanno ancora citare tutti. Mentre racconta della sua storia di imprenditore agricolo nella voce si sentono le fessure del tempo: le parole ricompongono una saga familiare di cui ogni ascoltatore, per un attimo, si sente parte.

Busulmona è una contrada a pochi chilometri da Noto. Dalla piccola altura su cui sorge l’azienda agrituristica che la famiglia Di Pino ha fondato nel 2001 si coglie con una sola occhiata tutta la vallata antistante. Un luogo che perde i connotati fisici e diventa manifestazione di una natura rigogliosa e impervia senza tempo. Per l’uomo che vi arriva la devozione a tanta bellezza può condurre solo a due strade: impadronirsene oppure diventarne amico. Gaetano Di Pino aveva già nel cuore i semi della bellezza di Noto, dove era giunto per un breve viaggio nel 1982 da Centuripe; qualche anno dopo ci torna e l’innamoramento sboccia in amore. “Centuripe era l’espressione della Sicilia più difficile e chiusa negli anni Ottanta. Ogni sera in campagna svuotavamo il serbatoio della benzina dei mezzi agricoli e li nascondevamo per evitare di farceli rubare. Sono arrivato a Noto e ho trovato i trattori abbandonati a sera in mezzo ai campi, esattamente nel punto dove l’indomani i contadini avrebbero ripreso il proprio lavoro”. Gaetano Di Pino decide di trasferire il suo sogno (e la sua famiglia) qui. Inizialmente pensa di fare un allevamento di lumache e cerca un pezzettino di terra a misura di progetti semplici pragmatici, ma Busulmona, con i suoi 27 ettari di bellezza, li scompiglia. Acquista l’intero appezzamento e da qui ricomincia, producendo soprattutto mandorle e olive. Il loro olio, quest’anno, è stato inserito tra i migliori 20 di Sicilia dalla classifica stilata da Dissapore.

Come ogni grande amore, il caso è poi sostenuto dalla testarda devozione alla causa: per Gaetano Di Pino i motori dell’impegno hanno il volto di Andrea, Luca e Flavia, i tre figli che crescono dentro questo pezzetto di paradiso.

Mi hanno sempre insegnato che se vuoi qualcosa, devi guadagnartela; qualunque cosa tu possa ottenere dagli altri, sarà un pezzo di ciò che è rimasto. Questo ho trasmesso ai miei figli e per loro ho voluto un sogno all’altezza delle loro forze: perché non si rammollissero dietro una vita facile, ma conquistassero pezzo dopo pezzo il loro posto”.

Esperimento riuscito: Andrea a 29 anni è padre di due bambine, la terza generazione di Busulmona e governa i lavori di ogni stagione della campagna; Luca a 26 anni è il sorriso che accoglie i visitatori a Vendicari; accanto all’ingresso dell’oasi naturalistica, infatti, la famiglia Di Pino ha creato un accogliente punto ristoro, Dalla Terra Bistrot, dove serve i prodotti dell’azienda agrituristica (marmellate, conserve, aromi); Flavia si è impegnata negli studi di Scienze Politiche, ma progetta già il ritorno a casa per infondere nuove competenze al progetto Busulmona.

A sorreggere tutti e a testare le ricette dei prodotti “Dalla terra” c’è la signora Anna Stella, matriarca dal sorriso ampio e dagli occhi comprensivi. Anche lei nata a Centuripe, un sottile accento straniero  ne tradisce i lunghi anni trascorsi a Parigi. “Quando le chiesi di venire con me in Sicilia- racconta Gaetano- sapevo che le stavo proponendo una follia: rinunciare alla vita di Parigi per una terra che ancora era molto indietro. Ma non si è fatta spaventare dal salto e da allora i nostri passi sono stati sempre uno al fianco dell’altro”. A vederli battibeccare oggi, attorno al grande tavolo in marmo della cucina di Busulmona, si capisce che non potrebbe essere altrimenti. 

La passione, come l’impegno, dopo tanti anni non si è ancora sopito. I progetti si consolidano e si rincorrono grazie al fermento e alla curiosità verso le innovazioni che oggi rendono l’agricoltura un tassello di valorizzazione del territorio. “Con il punto ristoro a Vendicari– racconta Di Pino- abbiamo integrato la filiera; siamo agricoltori, ma anche produttori e ambasciatori del territorio. Ogni anno centinaia di visitatori si fermano nella nostra piccola oasi; siamo consapevoli che conoscono la Sicilia anche attraverso le nostre parole, i nostri servizi e i prodotti che proponiamo. Per questo chiedo sempre a tutti di ricordarci di essere all’altezza della terra in cui abbiamo la fortuna di vivere”.

Se gli chiedi com’è questa Sicilia, rispetto a quella che conobbe quasi 30 anni fa, le mani anticipano la voce: si muovono veloci, congiungendosi in una stretta felice; un riflesso di forza scorre su tutto il viso sempre abbronzato, illuminando gli occhi:”Trent’anni fa guardare avanti era difficile, tutto era buio e non si vedeva nessuna luce. Oggi credo che sia molto diverso, le difficoltà rimangono, ma almeno abbiamo la possibilità di intravedere dei traguardi e di poterci lavorare con le nostre forze”.

Vorrei ancora chiedere al signor Di Pino qual è il segreto per mantenerle forti e efficaci, queste forze che ci accompagnano e, qualche volta, ci tradiscono durante il cammino. Accoglie la nipotina che gli salta in braccio, la stringe con delicatezza, accarezzando il ricciolo di marmellata che è rimasto sul viso, complice di una marachella in cucina e strizzandole l’occhio, commenta:”In fondo non si è raggiunto mai nulla di importante senza determinazione”.

 

 

 

 

 

Busulmona, una storia di azienda e famiglia nel Val di Noto

Santina Giannone
Santina Giannone

Siciliana, mamma. E poi giornalista, consulente aziendale e dottoressa di ricerca in Scienze Cognitive. Credo nella commovente capacità di chi vuole, fortemente vuole. E quando vacillo rileggo Calvino: “L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

Categorie: STORIE
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