STORIE

Avere più o meno trent’anni, in Sicilia, per alcuni può voler dire trovarsi di fronte due strade.

La prima, è quella che ti porta a salutare l’isola. Per andare altrove, chissà dove, con la consapevolezza di portarsi dentro quel perenne desiderio di tornarci quanto prima o di tornarci prima o dopo, perchè l’idea secondo cui “puoi togliere un siciliano dalla Sicilia, ma non potrai mai togliere la Sicilia dal cuore di un siciliano”, sembra essere qualcosa di più, di un luogo comune.

La seconda, invece, è quella che ti porta a restarci. Non solo perchè l’amore viscerale (e la paura di come possa essere altrove) rende inconcepibile l’idea di starne lontano, ma è esso stesso motore della voglia di portarci gli altri.

Qui vi raccontiamo la storia di otto ragazzi che hanno scelto di rimanere dove sono, pur senza rassegnarsi di lasciare tutto com’è: il loro “dove” e il loro “tutto” si chiama Ispica.


Il piccolo Comune in provincia di Ragusa, può non rievocare molto a un ipotetico visitatore che ne senta pronunciare il nome per la prima volta. Il Val di Noto riporta più facilmente alla memoria Ragusa Ibla, Scicli, Modica, Noto, Siracusa, tutti Patrimoni Unesco dall’appeal consolidato. Eppure, chi è appassionato di cinema, probabilmente non la penserà così. Ispica è stata infatti la location principale di “Divorzio all’Italiana”, pellicola del 1961 di Pietro Germi che valse la consacrazione di Marcello Mastroianni e vide l’esordio di una giovanissima Stefania Sandrelli. Il film, oltre a rappresentare una pietra miliare della “Commedia all’Italiana”, affronta fra le altre la questione del Delitto d’Onore, regolato allora dall’anacronistico art.587 del Codice Penale e abolito soltanto venti anni dopo.

La pellicola ricevette numerosi premi: nel 1962 vinse il Festival di Cannes come miglior commedia, e dello stesso anno sono i Nastri d’Argento per il miglior Soggetto Originale e la miglior sceneggiatura a Pietro Germi, Alfredo Giannetti ed Ennio de Concini, e a Marcello Mastroianni come miglior attore protagonista.

E’ l’anno successivo che il Film riceverà il Premio più ambito, che lo consegnerà definitivamente alla storia del cinema: nel 1963 arriva infatti l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale, oltre alle nomination di Pietro Germi alla miglior regia, e di Marcello Mastroianni come miglior attore protagonista.

Per tanti anni, ed esattamente cinquanta, il ricordo di quei giorni che videro Ispica e il suo centro storico trasformati in un set all’aperto è rimasto vivo solo negli occhi degli ispicesi che quei giorni li hanno vissuti. Come comparse, come curiosi, come chi si è ritrovato allo stesso tavolino del bar con Pietro Germi o Marcello Mastroianni. Basta chiedere a chiunque di loro un ricordo, un accenno, un aneddoto relativo a quei giorni per far brillare gli occhi di quei fortunati astanti.

Le parole, però, hanno vita lunga e scorza dura, soprattutto quando sono storie che cadono su terreno fertile. Nel 2013, a cinquant’anni esatti dalla statuetta, tre giovani ispicesi, Giuseppe Santoro, Giorgio Caccamo e Marco Ruffino decidono che un anniversario così non può passare in silenzio. Il 25, 26 e 27 luglio organizzano una tre giorni celebrativa, che rievoca l’atmosfera cinematografica tramite la rappresentazione in chiava teatrale delle scene più significative del film, negli stessi posti dove furono girate: il Corso Garibaldi, La Società Operaia, la scalinata della Chiesa Madre.

La rievocazione, però, non si ferma al patrimonio di Germi però, dato che Ispica è stato set cinematografico per altre importanti produzioni. Franco Battiato, per esempio, ha scelto il Loggiato del Sinatra della Basilica di S.Maria Maggiore per alcune scene del suo “Perduto Amor“, e sempre il Loggiato ha ospitato le riprese de “La meglio vedova di Duccio Tessari” del 1968, e de “Il Viaggio”, ultimo lavoro da regista di Vittorio de Sica nel 1974. Più recentemente è apparso anche in un episodio della serie “Il Commissario Montalbano”.

Ed ancora: Piazza S.Antonio è stata teatro dell’ultima interpretazione in coppia di Franco e Ciccio, nella pellicola “Kaos” dei Fratelli Taviano del 1984. Palazzo Bruno, sede del Municipio, è stato scelto per alcune riprese de “Il Commissario Montalbano”, Palazzo Modica per “Il Capo dei Capi”, Piazza Unità di Italia per la serie tv “Non parlo più”, il Parco Forza e i tornanti della Barriera appaiono in “Andiamo a quel paese” di Ficarra e Picone, ed infine la spiaggia di Ciriga in “Italo” di Alessia Scarso.

Insomma, il legame fra la città ed il cinema è mica da poco;  i festeggiamenti del cinquantesimo anniversario dall’Oscar di Divorzio all’Italiana hanno contribuito a riportarlo alla luce. Sarebbe però un peccato lasciare che gli sforzi fatti per riconoscere tale legame e valorizzarlo finissero lì.

Siamo nel 2013. L’occasione da cogliere al volo è il bando “Giovani Protagonisti di sé e del Territorio (CreAZIONI Giovani)”, emanato dalla Regione Sicilia e volto a premiare progetti che promuovano lo sviluppo del territorio. L’obiettivo è far sì che siano proprio i giovani i protagonisti della trasformazione dei propri contesti locali.

Bando alla mano,  i giovani ispicesi studiano un progetto che coniughi il cinema, il territorio ed il turismo.

Su 389 progetti pervenuti alla Regione, “Divorzio all’Italiana. Ispica da Oscar” si classifica al quinto posto. Approvato.


“Ispica da Oscar-Divorzio all’Italiana- spiega Giorgio Caccamo, presidente dell’Associazione Ispica da Oscar e già fra gli organizzatori della manifestazione del 2013- si propone di promuovere il territorio attraverso il legame che questo ha col cinema, con l’obiettivo di generare in esso flussi turistici. Una bella location, infatti non basta di per sè ad attrarre visitatori; occorre piuttosto trasformarla in una destination, attraverso tutta una serie di azioni di promozione e marketing territoriale. Soprattutto, avvalendosi del talento e della creatività dei giovani, che sono i beneficiari del progetto e gli attori, non solo in senso figurato, dello stesso.”

Materialmente, questo in cosa si traduce? “Lo scopo è quello di realizzare un remake delle scene più celebri di 7 film di Pietro Germi presso le principali location della città, coinvolgendo in un itinerario cineturistico luoghi, persone ed operatori economici. Per far questo, il primo passo è stato la realizzazione di una attività formativa rivolta a giovani fra i 14 ed i 24 anni, attraverso un laboratorio cinematografico e cineturistico. I partecipanti al laboratorio, ben 70, hanno avuto così modo di acquisire quelle competenze che serviranno loro ad aprile, quando saranno chiamati a mettere in pratica quanto imparato. L‘evento sarà visibile dal pubblico, oltre che ovviamente live, anche grazie a un megaschermo posizionato in un punto strategico che consentirà a chiunque di vedere le scene contemporanemente. Durante la manifestazione, infine, i visitatori avranno a disposizione una guida e una map movie che consentirà loro di muoversi agevolmente all’interno dell’itinerario. Sono previsti dei tour guidati all’interno di palazzi storici della città, che riapriranno le loro porte proprio per l’evento, degustazioni di vini e prodotti tipici, mostre fotografiche e la presenza di ospiti illustri che non vogliamo ancora svelare.”

La tre giorni che si terrà il 21, 22 e 23 aprile 2017 rappresenta quindi l’ultimo step del progetto? Assolutamente no, come ci spiega ancora Giorgio. “Lo scopo è proprio quello di dargli continuità, attraverso la costituzione di una DMO (Destination Management Organization), ovvero di una organizzazione che si occupi di promozione, marketing e branding della destination, e che faccia da riferimento per i soggetti esterni che ad essa guardano con interesse, come case di produzione, tour operators e visitatori. Inoltre, una volta costituita la DMO, sarà possibile partecipare alla Borsa Internazionale delle location di Roma (BIL), con la possibilità di creare ulteriori sinergie fra produzioni audiovisive e territorio.”

Giorgio è uno degli otto giovani che dicevamo. Gli altri sette si chiamano Marco, Antonio, Davide, Giuseppe, Lara, Rosalinda e Mary. Poi ce ne sono altri 60 di giovani, che del progetto saranno i protagonisti, sotto la guida dei docenti, del regista Ruben Ricca e degli altri che con passione li hanno formati.

In comune hanno tutti l‘amore per il posto in cui sono nati, in cui vivono ed in cui vogliono restare, magari rendendolo migliore, magari presentandolo agli altri. In comune hanno il fatto che loro, la scelta l’hanno già fatta.

 

Antonio Grassia